Il 23 maggio di trentuno anni fa lo stragismo mafioso sferrò contro lo Stato democratico un nuovo attacco feroce e sanguinario. Con Giovanni Falcone persero la vita sua moglie Francesca Morvillo, magistrata di valore, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, che lo tutelavano con impegno. Una strage, quella di Capaci, che proseguì, poche settimane dopo, con un altro devastante attentato, in via D’Amelio a Palermo, nel quale morì Paolo Borsellino, con Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. A questi testimoni della legalità della Repubblica, allo strazio delle loro famiglie, si rivolge i primi pensieri nel giorno della memoria. Quegli eventi sono iscritti per sempre nella storia della Repubblica. A quelle figure si accompagna il senso di vicinanza e riconoscenza verso quanti hanno combattuto la mafia infliggendole sconfitte irrevocabili, dimostrando che liberarsi dal ricatto è possibile, promuovendo una reazione civile che ha consentito alla comunità di ritrovare fiducia.
A “Giovanni e Paolo” ha voluto dedicare un concerto la pianista Maria Gabriella Castiglione che si è esibita ieri sera nella gremita sala D’Annunzio dell’Aurum nel recital “Solo piano”. L’artista abruzzese, virtuosa del pianoforte, direttore artistico a Pescara del festival Musicarte nel Parco, da 25 anni, insegnante appassionata, nell’ambito delle tante iniziative organizzate per questo evento in Abruzzo ha voluto dedicare a questa giornata un singolare concerto nel corso del quale, interpretando musiche di autori classici come Bach, Chopin, Rachmaninov e moderni da Piazzolla, a Sakamoto, Glass, Nyman, Hisaishi e Tiersen, ha coinvolto spettatori di tutte le età. Alla presenza dei Procuratori Bellelli e Trifuoggi La serata, Maria Gabriella Castiglione, pianista virtuosa ed artista poliedrica, attraverso il suo pianoforte ha saputo regalare grandi emozioni ma anche riflessioni su magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno svelato ciò che la mafia è nella realtà: un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità.