23 maggio 1992. Le 17.57 di 32 anni fa. Sicilia, Capaci. E’ una strage. La mafia dei colletti bianchi invisibili, che usa dei pecorari bastardi, pensa di incutere timore, di cancellare i principi di chi vive la propria vita detestando tutto ciò che attiene la sopraffazione, il ricatto, la violenza della criminalità organizzata. Per ricordare questa pagina, tra le più brutte tra quelle vissute del nostro Paese, il Premio Borsellino sarà a: PESCARA ore 10,00 in Piazza Salotto in diretta streaming. con l'ispettore di Polizia Dario Falvo, ex uomo di scorta di Falcone L'AQUILA ore 10,30 nell'Auditorium del parco in diretta streaming con il poliziotto Nicola Catanese che fu capo scorta di Paolo Borsellino TERAMO ore 9,30 al Liceo Classico e alle 10,30 allAuditorium Alessandrini con la proiezione in anteprima del terzo docufilm "I ragazzi delle scorte" CHIETI ore 15,00 aula tesi dell'Università con la proiezione del terzo docufilm "I ragazzi delle scorte" MONTESILVANO ore 21,00 con il concerto per "Non dimenticare Giovanni e Paolo" della pianista Gabriella Castiglione Dario Falvo è ancora in polizia. E' ispettore Superiore della Polizia di Stato presso la Questura di Rimini. Ha 57 anni. Entra in Polizia a 20 anni, nel 1986, come agente ausiliario. E’ il suo servizio di leva e poi diventerà la sua vita - lo si percepisce dalla voce incrinata quando parla delle cicatrici che quegli anni hanno lasciato. La fine del corso da agente ausiliario corrisponde anche a un momento storico particolare: siamo nel 1988, è in corso il maxi processo. L’attenzione su Palermo e sui giudici Falcone e Borsellino è altissima. A livello centrale si decide di organizzare contingenti di giovani poliziotti da inserire negli organici in Sicilia e, soprattutto, a Palermo. E Dario parte, così, per la sua prima assegnazione. Decide di andare all’ufficio scorte, dove conosce e diventa amico di Antonio Montinaro. Dopo il fallito attentato dell’Addaura, nel 1989, la scorta del giudice Giovanni Falcone viene inglobata nella Squadra Mobile creando una sezione specifica per questo servizio. Sono uomini scelti, preparati, tutti molto giovani. La vita di chi si offre volontario viene passata al setaccio e poi alla fine c’è il colloquio con Giovanni Falcone. Dario ha 23 anni e si trova davanti al giudice. “Ero orgoglioso di essere lì e consapevole del luogo e del lavoro che mi attendeva". Sapeva di essere entrato in un gruppo sceltissimo, unico anche per il personaggio che dovevano proteggere. “All’improvviso ti senti catapultato nella realtà che fino a poco prima avevi visto in televisione. Giubbotto antiproiettile e mitra in mano, in macchina, con lampeggiante acceso e sirena, sfrecciare per Palermo”. Poi, il 23 maggio 1992, la sua vita si trova ad un bivio. Riceve la notizia della strage di Capaci mentre è in ferie. E poi deve decidere: rimanere in Polizia o andare via? Rimane e decide di onorare i suoi compagni delle scorte. Lo fa trasmettendo alle giovani leve i segreti di chi fa le scorte: gli allenamenti, l’utilizzo delle armi. Tecniche, gesti. Tutto quello che aveva imparato a Palermo da Antonio e dagli altri colleghi, diventando istruttore di tiro. Per non dimenticare.

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